Auto-riscaldamento nei fanghi essiccati

Processi di innesco dei materiali organici porosi

Quando il problema non è la fiamma

Nel caso dei materiali organici porosi (come, ad esempio: fanghi essiccati da impianti di depurazione, biomasse granulari, rifiuti solidi organici generici…), il rischio non nasce quasi mai da una fiamma libera. Nasce prima, in silenzio, sotto forma di auto-riscaldamento spontaneo ed inizialmente blando.

Questo fenomeno è anche noto con il nome di smouldering: si tratta di una combustione lenta, senza fiamma, che può durare ore o giorni prima di manifestarsi in modo evidente.

Ed è proprio questo che lo rende pericoloso: quando ce ne si accorge, il processo è già avviato.

Smouldering: un fenomeno noto, ma difficile da governare

I fanghi essiccati sono particolarmente esposti al fenomeno dello smouldering perché combinano:

●       struttura porosa

●       presenza di materiale organico potenzialmente reattivo

●       umidità residua

●       possibilità di contatto prolungato con ossigeno.

Negli impianti industriali, questo si traduce in:

●       problemi negli essiccatori

●       criticità negli stoccaggi

●       rischio di incendio

●       difficoltà nella gestione operativa.

Comprendere quando e perché il processo si innesca è l’unico modo per prevenirlo.

Il limite degli approcci tradizionali

Studiare lo smouldering non è banale: il fenomeno avviene su grandi masse eterogenee, mentre la maggior parte delle tecniche di laboratorio lavora su campioni piccoli e omogenei (DSC, TGA…) per investigare le proprietà termo-chimico fisiche dei campioni.

Questo scarto di scala rende spesso poco rappresentativi:

●       i risultati dei test termogravimetrici standard

●       le prove su pochi milligrammi di materiale

●       i modelli puramente teorici.

Per colmare questo gap, serve un approccio sperimentale diverso.

La Macro TGA Industriale: portare la realtà delle aziende in laboratorio

Per affrontare il problema, K-INN Tech ha sviluppato un apparato sperimentale dedicato: la Macro TGA Industriale.

Si tratta di un sistema che consente di:

●       testare centinaia di grammi di materiale (fino al chilo, in funzione della densità del materiale indagato)

●       operare a temperature e atmosfere controllate

●       monitorare in continuo e simultaneamente: perdita di peso, temperatura e prodotti di reazione.

La temperatura viene misurata:

●       nel cuore del materiale, dove tipicamente ha origine l’innesco

●       in vari punti dell’atmosfera circostante, per una correlazione puntuale tra reazione e condizioni ambientali.

Il campione è inserito in un crogiuolo forato, in modo che l’ossigeno (o altre atmosfere) possa permeare efficacemente la matrice solida.

Cosa mostra la sperimentazione

Con questo setup, il fenomeno dell’auto-riscaldamento dei materiali organici porosi può essere riprodotto in modo controllato su scala di laboratorio. I risultati mostrano che:

●       La quantità di ossigeno governa la velocità delle reazioni: più ossigeno è disponibile, più rapido è il riscaldamento

●       Le reazioni a bassa temperatura sono di natura chimica, non biologica: questo è un aspetto cruciale, spesso frainteso nella pratica industriale

●       La granulometria ha un ruolo determinante: con una superficie specifica più elevata, c’è un maggiore rischio di innesco.

Questi elementi permettono di passare da una gestione reattiva a una prevenzione basata su dati.

Dalla diagnosi alla prevenzione operativa

Sulla base dei test in Macro TGA Industriale, è possibile:

●       valutare la tendenza all’innesco di fanghi e materiali organici granulari

●       confrontare diverse condizioni di processo e stoccaggio

●       definire procedure operative per ridurre o eliminare il rischio di auto-riscaldamento, agendo così anche sulla sicurezza di processo

●       gestire e sfruttare in modo controllato l’energia termica prodotta dal fenomeno.

Conclusioni

Lo smouldering non è un evento imprevedibile: è un fenomeno chimico-fisico che segue regole precise, individuabili mediante un adeguato monitoraggio del materiale specifico e del processo.

Misurare ciò che accade prima che si sviluppi un vero e proprio incendio, è l’unico modo per evitarlo.

Se gestisci essiccatori o hai a che fare con fanghi essiccati e/o materiali organici porosi, per capire il reale rischio di auto-innesco nei tuoi processi o nei tuoi stoccaggi è necessaria una valutazione sperimentale su scala rappresentativa. Scrivici a info@k-inntech.it

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