In K-INN Tech abbiamo sviluppato e brevettato un processo innovativo di metanazione diretta del biogas, che consente di ottenere biometano ad alta purezza (>98%) senza rilascio di CO₂, e con un incremento di produttività fino a +80% rispetto ai processi convenzionali.
Questa tecnologia, denominata MET-H2, rappresenta un passo decisivo verso un modello energetico realmente circolare, in cui la CO₂ non è più uno scarto ma una risorsa attiva nella generazione di energia pulita. Questo è coerente con una riduzione dell’impatto ambientale nella produzione dei combustibili che non è limitato soltanto all’impiego di fonti rinnovabili, ma si basa su una ri-progettazione dei processi produttivi, in un’ottica di emissioni cosiddette “negative”.
Il biogas nasce dalla digestione anaerobica di matrici organiche (reflui zootecnici, scarti agricoli, FORSU) e, dopo una prima purificazione, è composto principalmente da metano (CH₄) e anidride carbonica (CO₂). Attualmente, la produzione di biometano avviene tramite un processo di upgrading che separa fisicamente la CO₂ dal CH4, la quale viene spesso scaricata in atmosfera.
Un approccio consolidato, ma oggi non più sostenibile:
· Il Green Deal europeo e il pacchetto Fit for 55 impongono una riduzione drastica (> 55%) delle emissioni di gas serra entro il 2030;
· il piano REPowerEU (2022) fissa l’obiettivo di 35 miliardi di m³ di biometano prodotti in UE entro il 2030, sei volte l’attuale capacità (2024, EBA).
In questo scenario, incrementare la resa produttiva e ridurre le emissioni diventa una priorità strategica. MET-H2 nasce infatti propria da questa esigenza, ottenuta trasformando la CO2 in un prodotto di valore.
Il cuore della tecnologia è il reattore catalitico multistadio in cui avviene la reazione di Sabatier:
CO₂ + 4H₂ ⇌ CH₄ + 2H₂O
In MET-H₂, il biogas non viene sottoposto a separazione ma viene inviato direttamente al reattore, dove la CO2 reagisce con H2, alimentato anch’esso all’unità. L’esercizio a stadi multipli del reattore permette di superare il limite termodinamico dovuto alla presenza del metano nel biogas.
Il risultato è biometano ad alta purezza, pronto per l’immissione in rete secondo gli standard normativi.
1. Nessuna emissione di CO₂: l’anidride carbonica non viene rilasciata ma trasformata integralmente in CH₄ e H₂O.
2. Massima resa: la resa in biometano raggiunge il 100%, contro il 50-75% degli impianti convenzionali
3. Aumento di produttività: a parità di biogas, la produttività aumenta fino a +80%
4. Elevata purezza: biometano >98%, conforme ai requisiti per l’immissione nella rete nazionale
5. Efficienza energetica: lo sfruttamento del calore di reazione permette di esercire a regime il reattore in maniera autotermica, senza necessità di fonti energetiche esterne
6. Compatibilità e scalabilità: il modulo MET-H2 è integrabile in impianti esistenti, indipendentemente dal feedstock alimentato al biodigestore
7. Nessun futuro costo per la gestione della CO2 prodotta
La tecnologia MET-H2 è progettata per adattarsi a diverse composizioni di biogas e per integrarsi con sistemi di produzione di idrogeno verde. L’idrogeno è generato infatti mediante elettrolisi alimentata da energia rinnovabile, contribuendo a rendere il processo complessivo a emissioni negative.
In questo contesto, l’integrazione con l’elettrolisi consente inoltre di valorizzare surplus di energia elettrica da fonti rinnovabili, oggi sempre più frequenti a causa della crescente penetrazione del fotovoltaico e dei limiti infrastrutturali delle reti di distribuzione. Il processo si configura quindi anche come sistema di accumulo chimico dell’energia, trasformando elettricità non utilizzabile in metano rinnovabile immagazzinabile e distribuibile
La convergenza tra le filiere del biometano e dell’idrogeno verde rappresenta un’evoluzione naturale verso sistemi energetici integrati. In questo contesto, il processo MET-H2 evidenzia come l’infrastruttura gas esistente possa essere tecnicamente valorizzata all’interno della transizione energetica, fungendo da vettore per l’accumulo e la distribuzione di energia rinnovabile sotto forma chimica.
Il nostro lavoro è oggi focalizzato sulla scalabilità industriale della tecnologia, attraverso lo sviluppo di partnership finalizzate a:
- validazione in condizioni operative reali;
- integrazione in impianti esistenti;
- sviluppo di configurazioni distribuite di produzione.
Nel quadro delle politiche europee orientate alla riduzione delle emissioni nette, la valorizzazione della CO₂ come reagente rappresenta una direttrice tecnologica concreta, con potenziali ricadute rilevanti in termini di efficienza e sostenibilità dei processi.
In questo quadro, la gestione della CO₂ diventa parte integrante dell’ottimizzazione di processo, e non più un vincolo esterno da mitigare.